martedì 22 febbraio 2011

Robe d'arte: Giochi eco



Il mondo ha bisogno di più rispetto e da tempo il tema dell’ecosostenibilità si sta discutendo, ed è entrato nelle case di tutti, nel mondo dell’arte, del design, della moda.. insomma, un pò ovunque, dove ti giri o con chi parli, dell’eco e del bio dicono tutti la loro e l’attenzione è sempre più radicata in ogni civiltà; il marchio olandese Kidsonroof ha guardato verso il futuro dei nostri bambini, creando adorabili giochi fondati su un approccio ecologico. L’idea è di sensibilizzare ed educare i bambini, ma anche i genitori, verso un rispetto del mondo e dell’ambiente, non tralasciando i classici giocattoli di una volta: tra le varie collezioni, infatti, troviamo bambole di pezza, arredamento in legno e giochi in cartone. Questi ultimi sono Casa Collection, cioè una collezioni di giocattoli interamente realizzata in cartone per stimolare la creatività dei bimbi con il materiale sostenibile per eccellenza. Quando ero piccola ricordo che d’estate, prima di partire, preparavo una mega borsa con tutti i miei giochi dentro, che tra l’altro perdevo inevitabilmente nella sabbia grossolana ligure; i giochi di cartone invece sono facili da smontare e ripiegare ma anche da trasportare ovunque! E le casette sono molto invidiate dagli adulti, o almeno da me appena le ho viste... ne nascono di davvero belle attraverso la creatività di un bambino che la personalizza, e prendono il posto delle tende fragili o delle case giocattolo che solo pochi avevano o che trovavi all’asilo. Ecco, quando vedo queste cose, questi oggetti che sconfinano dal design all’arte, mi viene voglia di cercare il genio della lampada per esprimere il desiderio di tornare piccola e giocare nel mio mondo fatato, nella mia casetta rosa di cartone, decorata con piantine e biscotti al cioccolato.

lunedì 21 febbraio 2011

Fotografia: Clifforfd Coff in, Mert Alas e Marcus Piggot



In ambientazioni reali che si confondono con il surreale, i colori di Mert Alas e Marcus Piggot si accendono attraverso fotografie poetiche di moda, e arrivano ad esprimere la plasticità. Tra fiocchi, palloncini e altalene le donne protagoniste assumono posizioni di posa e l’istante dell’azione si ferma: una sembra cadere, è in bilico in una zona industriale, la sensazione ispira anche un pò d’ansia, amplificato dal giallo del soprabito; un’altra cammina divina con capelli perfetti e un abito fluttuante nel vento; c’è solo lei ed è la Regina. E continuano questi due grandiosi fotografi del colore a ritrarre poetiche donne moderne che trovano confronto con quelle di Clifford Coffin, fotografo degli anni ‘50; i colori per quest’ultimo trovano pace e armonia in primi piani che tolgono il fiato e il passato si confonde con  il moderno in storie dallo stile classico e sofisticato.

Stile e brand: viaggiatori, ma per finta




Siamo tutti Bohemien, un borsone di pelle vissuto e la Moleskine di Emingway a portata di mano, e il kit del viaggiatore è pronto per partire.
Una moda che non passa mai di moda, e il bello è che non c’è bisogno di attraversare la transiberiana in treno.
No, perchè per quest’inverno ci hanno già pensato Kenzo e Marni a farci travestire da perfetti globetrotter, pronti all’uso e alle intemperie, ma con quell’ allure così glam. Un risultato da dieci e lode il mix di fantasie, toni caldi e vestiti corposi e stratificati del pre-fall di Marni, più classico, invece, il viaggiatore di Kenzo.
Due visioni del cittadino globalizzato, impregnato di culture e di esperienze diverse, ma che funzionano alla grande, Zara è già in pole position per riempire i banconi di maglioncioni caldi e avvolgenti, trench con stole in pelliccia e borsoni di pelle ispirati al viaggiatore contemporaneo, un viaggiatore, anche se solo all’apparenza, ma dal gran fascino.
Per il prossimo inverno sembra che i must siano tre: colore, fantasia e maglieria.
Un mix and match di culture, tradizioni e pattern diversi, sovrapposizioni di capi e fantasie, colori e vitalità, finalmente si prospetta un inverno multietnico, multicolor, ma soprattutto divertente.

domenica 20 febbraio 2011

L'oroscopo gastronomico: That's Bakery


Puntualmente a metà pomeriggio mi sale un languorino di dolci irresistibile, e il languorino va soddisfatto, sempre.
La voglia di torte alte 20 centimetri, cioccolato, pasticcini rosa e piogge di zuccherini colorati si faceva prepotente l’altro pomeriggio, e dopo un capriccio durato una settimana, le mie amiche mi hanno accontentato: That’s bakery.
Un viaggio nei sogni, i sogni di tutti i bambini, o gli eterni golosi come me.
Secondo la scienza, insomma, dopo accertamenti statistici, sembra che solo gli adulti preferiscano il salato, e a quanto pare io devo essere affetta dalla sindrome di Peter Pan.
That’s bakery è un piccolo paradiso in via Vigevano, a Milano, subito fuori dalla stazione di Porta Genova, una dolciumeria strabordante di paste variopinte, plasticose e divertenti. Dai classici cupcake, alla cheese cake di NY, alla pere e cioccolato, una pasticceria americana cento per cento per staccare dal grigiore Milanese. That’s Bakery risulta un’ottima alternativa al costosissimo ed inflazionatissimo California Bakery, dove una fetta di torta ti viene a costare 7 euro; è un posticino accogliente e familiare, anche quando piove, una pausa sulle note di Nora Jones seduto al tavolino bianco può essere un bel modo per rilassarsi e ingrassare di qualche etto.

Design: Bici di lusso



Definitivamente esploso in molte parti del mondo, il fenomeno bici sta raggiungendo anche l’Italia, ma la cosa più curiosa è vedere innanzitutto come alcuni degli stilisti più conosciuti abbiano contribuito all’estetica di questo mezzo del futuro: partendo da Chanel, si nota subito una pura visione estetica che porta il lusso in un oggetto quotidiano assemblato a mano, caratterizzata da un telaio in alluminio, manubrio più alto della sella, pneumatici larghi per prevedere incidenti di percorso, parafanghi avvolgenti, freni a tamburo, impianto di illuminazione alimentato a dinamo e, per finire, antifurto integrato nella parte anteriore del telaio; non manca lo stile del marchio, che espone accessori in pelle invecchiata e rifiniti a mano, due borsette laterali, coprisella, manopole, pompa, borsettina porta attrezzi e copricatena tutto rivestito in cuoio lavorato matelassè.
Ora voglio solo aprire una protesta che da sempre accompagna lo sfrenato lusso dei ricchi: cosa te ne fai della bici di Chanel, quando devi attraversare ogni mattina e sera un percorso che ti porta dritto all’università o al lavoro, in più quando hai già la possibilità di rendere glamour la tua bicicletta trovata magari in qualche vecchio mercato? è davvero importante l’intervento di alcuni stilisti su questo mezzo di massa a basso costo e ecosostenibile, in un momento di crisi globale? è indispensabile rendere commerciale ma esclusiva la bicicletta?
Molto amici si trovano spesso a negoziare con vecchi proprietari di antiche biciclette, perfettamente funzionanti, e se ci pensiamo un attimo, la bicicletta è un semplice mezzo, amato o non; poi, di questi tempi, l’importanza di mantenere un aspetto dinamico che offre la bici senza però perdere mai l’eleganza e l’aspetto glamour è notevolmente importante, ma quest’ultimo può esser dato dal tocco di uno stilista di moda? forse in abiti pensati apposta, ma non nel customizzare un mezzo che tra l’altro è il meno dispendioso in circolazione da tempi immemorabili.
Mentre Pomellato propone la bici  Crystal Gold Edition com

Pausa pranzo con un libro: Basta scegliere


harland miller
Scrittore e artista: pop art, astraziane e pittura figurativa.
L’umorismo nostalgico segna il suo stile nelle collane Penguin.
jacqueline susann
The cult classic.
Scrittrice statunitense, la sua opera più famosa ha ispirato anche un film e una serie televisiva.  Ha raggiunto un altissimo numero di vendite proprio grazie allo stile da soap-opera misto a personaggi baldanzosi e non tradizionali, quali una modella, una cantante e un’attrice strepitosa.

Stile e brand: Eco fashion




Coniugare stile e moda con l’ecosostenibilità è molto difficile e di marchi d’abbigliamento che riescono nell’intento di unire questi due fattori ce ne sono pochi: Bodkin è uno di questi, arriva direttamente dagli Stati Uniti e presenta collezioni molto moderne, dalle linee semplici, con tagli e forme geometriche, elaborate attraverso volumi creati da nodi, drappeggi e morbidezza. Il design proposto è dunque minimal ed Eviana Hartman, stilista del marchio, utilizza materiali e tecniche che garantiscono il pieno rispetto per l’ambiente. Equilibrio perfetto tra piacere estetico e consapevolezza ecologica: fare shopping con la coscienza pulita!
Eleganza e semplicità inoltre sono coniugate perfettamente.

sabato 19 febbraio 2011

what are we talking about?: La bicicletta dei designer





Con un cuore, con le frange, tecnologica o coloratissima: la bicicletta è oggetto di creazione da parte di dodici interessanti designer che sostengono la creatività impegnata: il progetto “Be Cycle and Fashion” arriva dalla Francia e fra i suoi organizzatori ha un portale miltimediale internazionale dedicato alla solidarietà, La Chaine du Coeur., i cui proventi sono destinati ad Act Responsable, associazione che promuove campagne pubblicitarie di utilità sociale o ambientale. Dunque l’arte e la moda si posizionano in un gioco indissolubile dando risultati molto diversi ma partendo tutti da una base: una “fixed gear” della Peugeot, bici a scatto fisso, nata per la pista da corsa e adatta alle strade insidiose delle città. La più bella è forse quella disegnata dalla madrina del progetto, la spagnola Agatha Ruiz de la Prada, che, come sempre, ha customizzato la bicicletta con uno dei suoi cuori rosa. Poi c’è  quella minimal di Kenzo, con due semplici fiori colorati di rosa e di giallo al posto dei soliti raggi; la geometria trova successo con Marithè e François Girbaud mentre Ylan Anoufa rinnova il mezzo con tappi di alluminio, precisamente 500, per i più sensibili al tema del riciclaggio. Inoltre prende forma la bici con due anime, quella kitsch ed essenziale, di François Duris, per chi non sa scegliere mai; le luci Led entrano vive in quella del marchio Elieux mentre Jean-Claude Jitrois la ricopre in pelle.
Questi sono alcuni dei designer che si sono impegnati nel progetto, e pare che parteciperà anche Ito Morabito, il geniale ragazzo che creò una borsa ergonomica di Louis Vuitton che le clienti crecavano inutilmente nelle boutique monomarca!

venerdì 18 febbraio 2011

Editoriale: future is bicycle



Che il mondo stia andando a scatafascio l’abbiamo capito, ma non gliene frega niente a nessuno. Ognuno nel suo piccolo puo’ dare una mano, puo’ chiudere il rubinetto, comprare una canottiera della Consciouss collection di h&m e per una volta prendere la bicicletta senza stare a pensare che il proprio dirimpettaio non lo farebbe mai.
Sono piccoli gesti, utili o no, ma potremmo provarci tutti.       Se le buone azioni e il pensiero di un futuro migliore non ci smuovono di un millimetro dalle nostre abitudini, che poi, da quando il buonismo e le iniziative per bene ci piacciono? Allora sarà qualcos’altro a darci il via.
Per esempio, se fosse una moda? Ma una moda di quelle che non passano, una cosa da imitare s’intende.
Se fosse Olivia Palermo a dirci che la terra ha bisogno di noi? Se fosse Olivia Palermo paparazzata su una bicicletta? Se fosse Olivia Palermo paparazzata su una bicicletta col tacco 12 a dirci che la macchina e il taxi sono demodè?
Se fosse proprio lei a dirci che Future is bicycle?
La mia risposta è che allora forse ci crederemmo, ci compreremmo una bellissima Cigno esposta al White di quest’anno e gireremmo in città in pieno inverno agghindate come vips, cercando la nostra libertà e i nostri spazi nel traffico Milanese, nelle viuzze di Copenhagen o nella city londinese, forse, mettendoci anche un po’ di cuore. Future is bicycle, oggi piu’ che mai.

lunedì 31 gennaio 2011

Trucco e parrucco: Care by Stella McCartney


Non potevo non parlare di Stella,  se si parla di Vegan friendly, di ecosostenibilità, di prodotti   superchic, la figlia dei Beatles va come minimo nominata.
Stella McCartney, insegna, dà a tutti una lezione  da imparare: si può essere bio senza essere noiosi, e vincere l’award per il designer dell’anno.
Di certo alla stilista non mancano le idee, e ce ne siamo accorti, ma  riuscire a farsi comprare una borsa a 900 euro di eco-pelle, non è una cosa da poco.
Una delle it bag del 2010, la Falabella, tanto amata dalle fashion victims quanto dalle bloggers, ma anche dalle superaffezionate di Stella, è  stato il nuovo successo (commerciale) in, se-vogliamo-chiamarla-così, fintapelle.
Stella porta un messaggio, non solo una firma, è un’icona, è il connubio di moda e di green che funziona, e che diventa subito glam.
Chi la ama perchè è green, chi la ama perchè  è chic, chi la ama perchè è un must; in ogni caso Stella vince, porta una ventata di freschezza  sulle passerelle come nel mondo della sostenibilità: giusto, ma un po’ noioso.
Ma non siamo qui a parlar di vestiti,  questa è la rubrica  del trucco e parrucco e stiamo parlando della linea di cosmetica  Care by Stella McCartney.
La gara è al packaging più scintillante, alla scatoletta più dorata, alla pubblicità più glamour, alla trousse  di cosmetici più ricca e lussuosa seduta orgogliosamente sulla mensola del bagno. A Stella non piace, non si adatta alle sue esigenze  e ai suoi ideali.
Non sarebbe possibile adottare uno stile di vita più naturale, più organico,  senza dimenticarsi del glamour?
Questa è la filosofia di Care by Stella , la stessa che appartiente a tutte le sue collezioni di successo, da Stella kids, a Stella per Adidas.

Non sarà solo la nostra pelle a trarne profitto, bensì la nostra coscienza e il nostro spirito glamour; d’altronde, si parla sempre di Stella.
http://www.stellamccartneycare.com/

Stile e brand: prova outfit

domenica 30 gennaio 2011

fotografia: Derek Wood




Derek Wood è un fotografo sensazionale, capace di evocare poesia attraverso i suoi cromatismi e le sue luci. Il gusto vintage e seventy lo caratterizzano, da ben otto anni l’artista lavora a Los Angeles e si è dedicato alla fotografia di moda da due. Si ispira agli amici, così dice, ma anche a colleghi fotografi: “As far as photographers go I would have to say Camilla Åkrans, Rankin, Ryan McGinley and Yu Tsai.” Gli ultimi lavori vedono protagoniste alcune celebrity, fotografie di bellezza perfetta; lo stesso Derek ha affermato che ha troppi lavori in corso, come una collaborazione con un artista visivo o la costruzione di una camera oscura. Si da da fare e si merita tanti applausi questo artista affermato, che ci regala commozioni e ci evoca ricordi di uno stile country ma anche attuale.

design: Wood


LegnoVe lo ricordate “Twin Peaks”? la drammatica serie televisiva statunitense degli anni 90 di David Lynch e Mark Frost che ha segnato l’immaginario di tutta una generazione: ebbene, l’estetica lynchiana ritorna ispirando Emma Fexeus, interior designer e stylist svedese, che prevede un 2011 all’insegna del legno; ricoprendo pavimenti e pareti lo stile rustico prende forma, il legno viene rinnovato con accostamenti inconsueti, tonalità tra grigi e rossi, abbinato a dettagli eccentrici come trofei di caccia, magari nella versione di Godspeed.
infatti Godspeed sa perfettamente come creare con il legno, il suo materiale preferito, con cui realizza idee dalle forme spezzate e dai colori a volte naturali, a volta verniciati; si materializzano così sculture, sedie dalle gambe incrociate e ramificate, o sedie rococò martellate da pezzi di legno che fuoriescono da ogni parte, e ancora, tavoli e armadi che ricordano alberi, dai tratti geometrici e decisi.
Il legno diventa anche elemento decorativo in modo particolare e curioso: ciocchi di legna, tronchi tagliati e rami si mostrano, anzi, si mettono in evidenza nei salotti dallo stile sempre rustico, riempendo piccoli spazi, caminetti, formando pareti geometriche e ordinate, ordinate come le strutture di Franz Maurer.
E poi ancora le famose radio interamente realizzate in legno, le Magno, prodotte nei villaggi indonesiani con metodi artigianali; Singghih S. Kartono ha ideato un’altro orologio ma da tavolo, Klock-01, sempre con materiali sostenibili.
C’è chi poi ha cercato di sfidare il legno e la sua rigidità, rendendolo flessibile: è il caso di Carolien Laro che è riuscita a creare un’idea semplice ma fondata su conoscenze ben precise: la linea di sgabelli e sedute “spring wood” che si articola in tre modelli: “the paperclip”, “restless legs” e “the bridge”. La tenacia le ha permesso di vincere il premio di “Wood Challenge Prize” e di essere nominata agli “AMI Awards” e di vincere il “DOEN material prize”.
Kristina Klarin invece viaggia di pari passo con l’arte, creando e ricreando mobili e oggetti; l’ultima idea è “bijoux in legno” che mostra con eleganza splendidi accostamenti cromatici, tratto che da sempre contraddistingue la giovane designer milanese. Una credenza rigenerata che lascia senza fiato e riporta indietro nel tempo grazie all’effetto “rovinato” e sbiadito; l’apparenza inganna invece, in quanto Kristina ha utilizzato semplici pannelli di carta da parati e ha ricoperto un mobile Ikea: una ragazza da cui prendere spunto, Make it, the power of Do it yourself! Un’idea semplice ma di grande effetto, che lascia stupiti del risultato. Post it: Legno!

Pausa pranzo con un libro: Copy and paste


Il cacciatore di look  più famoso del mondo, nella blogosfera intasata di wannabe fashion blogger, più victim che fashion,  si è guadagnato una posizione nella classifica dei 100 “deisgn influencers” del Times.
Dopo il successo del blog thesartorialist.blogspot.com, ecco il libro: la raccolta delle migliori mise in giro tra Parigi, Milano e New York.

Strada - passerella 1-0.



O aspetti i saldi o Make it! Se l’oggetto dei tuoi griffati desideri costa più di questo libro la soluzione è comprarlo (il libro ovviamente!) Il lusso a portata di mano fai da te.

E’ un manuale edito da Curbly, acquistabile anche in versione pdf, che raccoglie schede sullo stile e poi tutorial e istruzioni per realizzare accessori e complementi d’arredo nello stile più moderno che il ‘900 ci ha regalato.

Accessori inutili: Oggetti di carta


Borse, cappellini, cestini, pantofole, astucci, zainetti e vasetti costituiscono la collezione Siwa di Naoto Fukasawa per la giapponese ONAO: nasce una serie eterogenea di oggetti realizzanti interamente in carta..che non si strappa! precisamente Naoron, composto da polpa di legno e poliolefine, lavorati con l’antica tecnica giapponese per la carta washi-suki. Ne deriva una collezione contemporanea e versatile che sintetizza perfettamente l’eredità storica della tecnica e l’innovazione tecnologica. Nell’insieme la collezione lascia un senso di naturale tranquillità, gli oggetti possono sembrare fragili attraverso l’immagine, ma sono a prova di bomba. o quasi, infondo è sempre carta!
La curiosità, la qualità e l’estetica sono elementi che spingono a comprare questi oggetti originali tutti da scoprire.

Robe d'arte: I cade


Ho 20 anni e ancora ricordo con il sorriso i pomeriggi passati al mare davanti alle vecchie scatolotte minute di bottoncini colorati e uno schermo più grande della mia tv vecchia a giocare a puzzle bubble o metal slug..
quante monetine chieste a mamma e papà, e quando loro si stufavano, ai cari nonni, che invece mi riempivano di soldini; quante sfide sono riuscita a superare, ho affrontato guerre e ho scoppiettato all’infinito palline colorate poste con schemi sempre diversi e difficili. Ma ora non dovrò più preoccuparmi di quanti soldi spendo dietro a questi giochi, oggi la tecnologia mi ha fatto un regalo.
i vecchi videogiochi arcade rinascono in versione per IPad, Iphone e Android, grazie alle quali un’intera generazione di retro-games ha ritrovato se stessa. ICade è un cabinet che dota la tavoletta Apple di joystick e bottoni, per tornare fedelmente alle vecchie abitudini; prodotta da Ion Audio in collaborazione con Atari ha fatto la sua prima apparizione pubblica all’International consumer eletronics show di Las Vegas. Io la metto nella lista dei regali per il compleanno, e non vedo l’ora di ricominciare la mia vita virtuale anni 90.

sabato 29 gennaio 2011

Tecnologia: teconologia di legno

 La nuova tecnologia guarda alla natura e agli anni 70
Quel'aria un po' retrò così moderna

Il mondo della tecnologia rappresenta un’importante strumento a servizio del glamper sempre up to date. Si parla di un’estetica semplice e raffinata, coniugata con le più importanti innovazioni tecnologiche del momento. Si parte dal principio che la filosofia Apple aiuta l’esigenza del glamper di entrare nella rete in modo intuitivo e “tradizionale” usando le dita della propria mano. Volendo riassumere in parole chiave la filosofia hi tech si può quindi parlare di PRATICITA’ e INTUITIVITA’ nell’uso, di LEGGEREZZA e SEMPLICITA’ nell’estetica. Pur parlando di tecnologia è interessante vedere come il carattere del DO IT YOURSELF  (e dell’HANDMADE in generale) possa essere del tutto attuale grazie all’implicazione di prodotti che vengono dal mondo naturale come il legno di bambù.

Facendo riferimento ai prodotti smart,come iPhone e iPad, sono numerose le applicazioni tecnologiche  a forte dose di intuitività, leggerezza e semplicità, che garantiscono un uso glam di tali prodotti. Facendo alcuni esempi si può parlare di applicazioni legate al video, al suono ed alla lettura.
L’aspetto visivo è soddisfatto dalla iPad TV Station distribuita da AREAWARE (http://www.areaware.com ). Una docking station per iPad che sembra un televisore dei tempi che furono. Un’estetica con contaminazioni retrò e minimali, reinterpretata nei gusti della contemporaneità.
L’aspetto audio vede l’entrata in scena della WOOD LOG iPhone&iPod docking station (http://www.incrediblethings.com ) che, ispirandosi al mondo della natura, garantisce il soddisfacimento di  tutte le funzionalità iPod attraverso una stazione di alimentazione dotata di casse audio, nella forma di un piccolo tronco d’albero. Sulla stessa onda sono i prodotti di VERS (http://versaudio.com ) che, sfruttando le caratteristiche di materiali come il legno di bambù, nocciolo e ciliegio, proteggono da urti e graffi, vestendo letteralmente di un aspetto naturale i gioielli Apple. Ne fanno da esempio le iPhone wood cases e la VERS 1.5R radio alarm for iPod and iPhone disegnata per essere un ibrido cyber naturale (tutto su http://versaudio.com ). La praticità nella lettura è invece data dalle Kinle3 covers di Pad&Quill (http://www.padanduill.com ) che permettono di leggere un eBook come se si trattasse di un libro, oltre che garantirne una protezione come custodia. Un accessorio che soddisfa l’anima naive del glamper, che in questi casi si trova ancora al confine tra l’intrigo del mondo digitale ed il romanticismo del reame cartaceo. Favolosa e contemporanea è la combinazione tra l’estetica minimalista di un blocco di legno e l’innovazione hi tech del LED che si ritrova in WOODEN LED CLOCK (http://inhabitat.com/wooden-led-clock/ ) disegnata e prodotta artigianalmente dalla giapponese TAKUMI in edizione limitata. Un semplicissimo complemento d’arredo che, semplicemente sfiorato, si trasforma in un alarm clock in dall’aria un po’ retrò.


venerdì 28 gennaio 2011

Robe d'arte: Mobili di canna da zucchero


mobili con la canna da zucchero da taiwan, Zhè
Total white suggestiona subito un’idea di ricercatezza, ordine, pulizia e candore. Infatti questo è ciò che stimola la visione di un pezzo che si colloca tra arte e design, “Zhè” da vita ad una scrivania e una sedia essenzialmente bianche ma con un valore prezioso: sono fatti con la canna da zucchero e si nota anche dall’immagine la superficie granulosa che questo materiale comporta. Inoltre utilizzando ciò, gli studenti taiwanesi Hen Wei-Che e Chung Yo-Hsun hanno contribuito al riutilizzo e quindi smaltimento degli scarti che derivano dalla lavorazione dello zucchero, diminuendo quindi l’inquinamento della nostra cara terra. La fibra della canna, triturata e seccata, viene lavorata con la resina e applicata a strati su preesistenti mobili in legno, rendendo il mobile dal valore artigianale  e primitivo, unico nel suo genere. La lampada dona invece un pò di colore, essendo dotata di elettricità, facendo brillare in maniera un pò imprevista la superficie total white.
L’intuizione è geniale, l’uso del materiale è sostenibile, il risultato è un’opera d’arte.

Robe d'arte: La bella addormentata nel bosco


Le carrozze singolari delle favole, gli uccellini, gufetti, coniglietti, fiori e piante, casette e cervi sono i protagonisti delle opere d’arte di Helen Musselwhite, talentuosa grafica e illustratrice inglese che ha realizzato capolavori artigianali con fogli di carta colorati. La pazienza e la costanza della giovane Helen che ha avuto nel tagliare e modellare le meraviglie formano uno stile unico che la contraddistingue con le sue fiabe tridimensionali adatte a tutte i peter pan e le fanciulle nostalgiche di storie semplici e genuine. La magia prende forma grazie ai colori pastello, alla sovrapposizione e alla linearità della sua grafica.
Io vado a rileggere la storia di Alice nel paese delle meraviglie dopo aver visto queste creazioni, e mi sento di consigliarlo a tutti: prendere una piccola pausa per tornare in mondi fantastici che possano introdurci in sogni altrettanto puri, per svegliarci rilassati e vivere la vita con freschezza.
Se poi potessi leggere i libri su un letto, che più un letto è un capolavoro, sarebbe tutto perfetto. Shawn Lovell ha ideato e realizzato Tree bed, letto a baldacchino, dove però il baldacchino è formato dalle chiome di quattro alberi di ferro battuto che si intrecciano e sostengono un nido. Un pezzo unico che rimane in bilico tra arte e artigianato e che per questo motivo può permettersi di sfoggiare un prezzo decisamente poco popolare. La designer e scultrice ci fa tornare a sognare insieme a Helen, con la differenza che una usa il metallo e l’altra la carta.
Sogni d’oro a tutti